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Un'antica amicizia mi lega a Cornelio Prezioso e questo, forse, mi permette di poter scorgere a fondo la sottile superficie delle sue opere, alla ricerca della motivazione significativa delle sue complicate opere. La stazione ferroviaria di Venafro, dove egli ha passato l'infanzia e la prima gioventù, una volta appariva come elementare e metafisico fondale, quasi uscito da un quadro di De Chirico, a chi lasciava il paese in cerca di fortuna. Quella stazione è ormai solo un ricordo che vaga, quale sottile sensazione, in forme diverse ma con lo stesso significato, nelle sue rappresentazioni. Come pure l'immagine fissa delle volumetrie del centro antico di Venafro, inquadrate nelle arcate del loggiato di quella stazione che facevano da cornice alle svettanti verticalit? dei campanili settecenteschi, affiora e si sovrappone alle visioni radicate dei nuclei urbani del Basso Molise, dove affondano le radici familiari di Cornelio e dove, ancora, si parla da cinque secoli la lingua portata dagli esuli albanesi. Ogni volta che rivedo Cornelio, ritorno alle lunghe chiacchierate sulla storia di un'arte spesso poco considerata a scuola, mentre un sottofondo di cicale, indifferenti alla storia dell'uomo, rompevano ossessivamente i silenzi della pesante canicola estiva. Paesaggi e sensazioni che rivivono nei volti assenti e negli impossibili collages di elementi disgregati che attingono non solo ad una personale, sofferta esperienza, ma anche ad una cultura artistica cui non è indifferente, ad esempio, un modo di esprimersi surreale del primo Dalì. I personaggi femminili, per noi senza nome, ritratti di spalle, non possono non ricordarci la sequenza di immagini, spesso poco valutate sul piano psicoanalitico, di una Roma che misteriosamente richiama un simbolo materno costantemente presente nel proprio mondo interiore.
Così, ancora, i riferimenti ai temi sacri della Passione, riportati in ambiti di forte pregnanza sociale, devono necessariamente ricondurci a quella tensione ideologica che caratterizzò gli ultimi anni sessanta, quando le istanze religiose divennero per molti anche motivo di sofferte scelte politiche.
Immagini immobili, storie misteriose, intrecci psicologici e violente essenzialità , quasi primitive, costituiscono, alla fine, il carattere unificante del mondo pittorico di Cornelio Prezioso.
Venafro, 28/4/1995
Franco Valente
da Catalogo Cornelio Prezioso
Tipolitografia L'Economica 1995, Campobasso (CB)
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