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	<title>Cornelio Prezioso</title>
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		<title>&#8220;Varie ed Eventuali&#8221; &#8211; Cornelio Prezioso in Mostra dal 13 al 30 Gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 19:25:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.cornelioprezioso.com/wp-content/uploads/2011/08/invito.jpg" alt="" width="367" height="800" /></h1>
<h1 style="text-align: center;"><img class="alignleft" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 1px;" title="Cornelio Prezioso" src="http://www.cornelioprezioso.com/wp-content/uploads/c1.JPG" alt="" width="278" height="420" /></h1>
<h1 style="text-align: center;"><img class="alignright" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 1px;" title="Cornelio Prezioso" src="http://www.cornelioprezioso.com/wp-content/uploads/c2.JPG" alt="" width="278" height="420" /></h1>
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		<title>Rocco Zani</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:46:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello proposto da Cornelio Prezioso è un &#8220;gioco degli sconfinamenti&#8221; all&#8217;interno di una spazialità in cui il tempo onirico e quello reale sembrano reclamare il proprio primato. Rocco Zani da:Catalogo Corsa dei Carri, collettiva di pittura e scultura Artigrfiche Landolfi &#8211; Termoli (CB)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello proposto da Cornelio Prezioso è un &#8220;gioco degli sconfinamenti&#8221; all&#8217;interno di una spazialità in cui il tempo onirico e quello reale sembrano reclamare il proprio primato.</p>
<p><strong>Rocco Zani</strong></p>
<p>da:Catalogo <em>Corsa dei Carri</em>, collettiva di pittura e scultura<br />
Artigrfiche Landolfi &#8211; Termoli (CB)</p>
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		<title>Paolo Levi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:46:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prezioso Cornelio, ha una spiccata, personalissima capacità nel trascendere il quotidiano facendolo diventare simbolo dell&#8217;inconoscibile. Le sue tele sono sempre varchi che si affacciano su mondi ipotetici, eppure saldamente ancorati alla memoria collettiva o a quella personale dell&#8217;artista. Ecco perché le sue tele possono tanto essere realistiche a tutto tondo, quanto soltanto suggerite, o evocate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prezioso Cornelio, ha una spiccata, personalissima capacità nel trascendere il quotidiano facendolo diventare simbolo dell&#8217;inconoscibile. Le sue tele sono sempre varchi che si affacciano su mondi ipotetici, eppure saldamente ancorati alla memoria collettiva o a quella personale dell&#8217;artista. Ecco perché le sue tele possono tanto essere realistiche a tutto tondo, quanto soltanto suggerite, o evocate con macchie e sapiente giochi di luce.<br />
<em>Paolo Levi<br />
Da Immagine e Struttura, G. Mondadori 1992</em></p>
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		<title>Antonio Picariello (Nuova Molise)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:45:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In occasione di &#8220;Tangere Molise in Argentina&#8221; dove si presentavano nella villa Victoria Ocampo le sue opere, Tony Vaccari mi ha parlato dell&#8217;unico ricordo visivo che ha della madre: una luce che arriva di spalle e la pone come una sylouette sorridente, una gioia di infanzia che da lì a poco sarebbe scomparsa all&#8217;improvviso accompagnata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione di &#8220;Tangere Molise in Argentina&#8221; dove si presentavano nella villa Victoria Ocampo le sue opere, Tony Vaccari mi ha parlato dell&#8217;unico ricordo visivo che ha della madre: una luce che arriva di spalle e la pone come una sylouette sorridente, una gioia di infanzia che da lì a poco sarebbe scomparsa all&#8217;improvviso accompagnata dai gemelli che aveva in grembo. Nelle immagini fotografiche del molisano c&#8217;è l&#8217;esclusiva ricerca di questo momento, di questa luce-ricordo che si riproduce sui volti dei più grandi artisti (ex Afro), dei più grandi poeti (ex Ungaretti), della più bella gente molisana (ex il vecchio della mia Italia) ma anche dei luoghi come &#8220;La stanza dove Dante Alighieri scrisse la Divina Commedia&#8221;, sobria, con un tavolo e una sedia d&#8217;epoca, ma illuminata da una lampadina artificiale&#8230; Nelle opere di Cornelio Prezioso, invece, si legge il silenzio, come una fatalistica disincronia tra arrivi e partenze. Sguardi su paesaggi a volte mediterranei, o di interni estivi, sempre comunque posti con la condizione di chi guarda il mondo femminile che si allontana. Attimi di distanza cuciti dal silenzio di chi prima era proprio lì, nel punto dove c&#8217;è adesso l&#8217;osservatore che sta guardando. È la rappresentazione trasversale di una meridiana che non segna il tempo ma distacchi fatti di cromatismi metodici studiati con gli ingredienti della luce che trasforma introspezioni e soggettività in forma di figurazioni che interrogano come un Joyce in un solo giorno interroga un eterno viaggiatore del mito.</p>
<p><em>Antonio Picariello<br />
Da Nuovo Molise, anno III n. 228,1998</em></p>
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		<title>Frattolillo (Maestro Prezioso di nome e di fatto)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:44:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo maneggia con particolare cura, anzi con cautela, come qualcosa di fragile; fragile lo è, poiché si tratta di un fascicolo di incisioni, ma la mano che indugia sul cartoncino color avorio fa pensare a qualcosa d&#8217;altro. In realtà per Cornelio Prezioso quel fascicolo è molto più di una raccolta, racchiude venti anni di scelte artistiche cruciali per la sua esistenza, emblematiche di un periodo irripetibile della sua storia privata.<br />
Guardare quelle incisioni significa per l&#8217;Autore fare un viaggio a ritroso, di cui spesso è amaro ancora oggi il ricordo. La sua è stata infatti una vocazione sofferta, anche perché ostacolata dal padre. Ma i primi carboncini giovanili fatti di getto &#8211; come quello del &#8217;71 che rappresenta Jimy Hendrix sul letto di morte contengono già il tratto espressivo e nervoso che si rivelerà appieno negli anni della maturazione artistica. Nella sua infanzia e nella sua adolescenza è difficile trovare un momento roseo. La morte della madre Cornelia, spirata nel metterlo al mondo, sembra aver segnato per sempre l&#8217;esistenza del Maestro Prezioso, che troppo presto ha dovuto viaggiare tra Ururi, Boiano, Riccia, Venafro, Isernia, tra balie, parenti, collegi, alla ricerca di una sistemazione affettivamente stabile. Poi, è stata la volta di Campobasso, dove risiede e lavora tuttora. Eppure malgrado tante amarezze o forse grazie ad esse quel periodo così sofferto continua, a distanza di anni, a suscitare in lui memorie, immagini, colori, ad essere fonte di ispirazione, &#8220;leit-motiv&#8221; della sua attività artistica, che nel tempo si è affinata nelle tecniche dell&#8217;incisione, dalla gipsografia all&#8217;acquaforte. E1 qui difatti che la qualità della scrittura di Cornelio Prezioso si manifesta interamente: essenzialità coniugata ad espressività, tratto minuto, talora mosso, sempre intenso.<br />
E naturalmente egli ricorre all&#8217;incisione quando un altro grande tema, quello del razzismo, lo suggestiona al punto da arrivare quasi ad ossessionarlo. Per uno come lui, nato nel &#8217;52, che non ha vissuto direttamente quel dramma, tale influenza si spiega con l&#8217;enorme impressione che gli suscitano nell&#8217;animo films e letture sull&#8217;argomento. La prima espressione artistica su questo tema è tuttavia il grande olio su masonite &#8220;II tramonto le donava&#8221; del &#8217;78, dove campeggia un plastico nudo di donna che imperiosa indica con il braccio teso i simulacri del potere e della ricchezza.<br />
Ma ben più pregnante è la piccola acquaforte &#8220;II lavoro vi renderà liberi&#8221; (1980), che rappresenta con forza la condizione nei lager; il titolo fa infatti riferimento alla frase di cui gli aguzzini si servivano per indurre i deportati a lavorare: essi avrebbero potuto riacquistare l&#8217;agognata libertà solo continuando a lavorare. Intanto, nonostante i numerosi premi e riconoscimenti, inappagato dei risultati raggiunti, Cornelio Prezioso si ecclissa nel silenzio dei suoi studi, arricchisce le proprie esperienze e le proprie conoscenze frequentando mostre e pinacoteche. Oltre che alle tecniche dell&#8217;incisione, si è dedicato alla pittura a olio e a tempera. In questo campo, supera ben presto un&#8217; iniziale fase paesaggistica per soffermarsi ad analizzare la figura umana, che rende sulla tela con tratti iperrealistici e con una tavolozza dai toni prevalentemente freddi. Suoi modelli d&#8217;elezione, i figli Valentina e Stefano; non è mai riuscito, invece, a tradurre i tratti della madre che gli è mancata troppo presto, e questo è per lui motivo di profonda malinconia. I lunghi studi-base dei quadri rivelano un artista scrupoloso e metodico, che procede nel suo lavoro con un corredo di appunti e note riguardanti il soggetto, la scansione dei volumi, il cromatismo, nonché il titolo da attribuire all&#8217;opera finita. Tutto è accuratamente pensato, e diversi sono i &#8220;ritorni&#8221; che si<br />
rispondono da un lavoro all&#8217;altro. Questo vale por le cupole orientaleggianti come per le mattonelle &#8211; plaid che si ritrovano, sia pure con fun/ionc diversa, in svariate opere. Quanto mai significativa, per comprendere questo artista schivo e pensieroso, ci sembra la costante della figura in un interno rischiarato da un &#8220;occhio&#8221; luminoso: arco o finestra aperti su un arioso paesaggio. Quest&#8217;ultimo non o ridotto a un ruolo puramente decorativo, ma a nostro avviso è il centro di convergenza delle pulsioni, è il luogo in cui si appunta l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore. Inequivocabile chiave di lettura del mondo poetico del Maestro<br />
Prezioso, così fortemente segnato dal da¬to autobiografico, è la sua ultima fatica -ancora una volta proiezione dei suoi desideri e delle sue angosce &#8211; che porta il titolo &#8220;Nei giorni chiari della nostra infanzia&#8221; (&#8217;89). Il leit-motiv caro al Nostro, raffigurato con armonia ed equilibrio di reminiscenza classica, qui raggiunge note di particolare suggestione. Il bambino, visto di spalle, ha davanti a sé una veduta di case dai tetti rossi sovrastate da un&#8217;ondulata cortina montuosa che si dissolve in lontananza. Di certo egli, pur appartato e in una condizione di ripiegamento interiore, guarda davanti a sé per aprirsi al mondo, agli altri&#8230;</p>
<p><em>Rita Frattolillo di Zinno</em></p>
<p>Arte, cultura, fatti e personaggi nel<br />
Molise</p>
<p>Giornalismo 1985-2005 Edizione Enne, Ferrazzano (CB)</p>
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		<title>Leo Strozzieri</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:43:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sua è una pittura iconica con radici storiche consolidate come quelle dell&#8217;impressionismo e della grande lezione dei macchiaioli, però c&#8217;è tanta modernità a cominciare da un apprezzabile cinetismo luministico che riesce a movimentare le scene che nulla hanno anche a che fare con la pittura veristica meridionale. Leo Strozzieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sua è una pittura iconica con radici storiche consolidate come quelle dell&#8217;impressionismo e della grande lezione dei macchiaioli, però c&#8217;è tanta modernità a cominciare da un apprezzabile cinetismo luministico che riesce a movimentare le scene che nulla hanno anche a che fare con la pittura veristica meridionale.<br />
<em><br />
Leo Strozzieri</em></p>
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		<title>Gianni Franceschetti</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:43:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra pittura e incisione la sua opera si incentra su di quella problematica sociale che costituisce il movente di ogni sua opera la cui definizione tecnica scaturisce dalla sua lunga preparazione che ha corroborato la sua naturale tendenza e si coagula nella sua più convincente espressione artistica, L&#8217;accostamento alla maniera attardiana si evince palesemente da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra pittura e incisione la sua opera si incentra su di quella problematica sociale che costituisce il movente di ogni sua opera la cui definizione tecnica scaturisce dalla sua lunga preparazione che ha corroborato la sua naturale tendenza e si coagula nella sua più convincente espressione artistica,<br />
L&#8217;accostamento alla maniera attardiana si evince palesemente da quella forma sof¬ferta del corpo umano, impregnata di acri ombre e luci radenti le quali, più che il segno, costruiscono la personalità dei soggetti, Ed appunto nella diversa personalità sta la differenza che non è tanto di qualità pittorica quanto quella caratteriale e quindi mentale, temporale, locale e di formazione, perciò visione spirituale, II maestro, quan¬do è tale, lascia sempre un segno, sta al discepolo e alle sue qualità, assorbirlo, chimifi-carlo e tradurlo nella propria opera con connotati personali inconfondibili, E ciò è avvenuto nel Prezioso, il quale, avvalendosi del crogiuolo di una infanzia difficile e di una sofferta giovinezza, ha potuto, con volontà, affinare i propri mezzi e partire per l&#8217;avventura dell&#8217;arte suffragato dai supporti intellettuali, artistici e morali necessari e capaci di estrapolare genialità ed arte autoctone,<br />
Le &#8220;schiene&#8221; sulle quali insiste la sua pittura sono cartine tornasole che chiariscono l&#8217;a¬nalisi di una pittura che non è mai scenografica ma tende ad una intima dimensione che tradisce pensieri reconditi e speranze vivissime pur nella negazione di un accetta¬bile presente, Se ad un poeta lo si volesse comparare, Leopardi sarebbe il più vicino e l&#8217;Infinito, la poesia più rispondente,<br />
Quella &#8220;siepe&#8221; leopardiana non è diversa dal muro cieco, dal cielo tempestoso e dal mare secco del nostro artista davanti ai quali egli, nelle sue &#8220;schiene&#8221;, soffre, sogna ed opera, immoto, quasi abbacinato, da intraviste ma frustrate promesse, L&#8217;apparente staticità dei torsi non cela lo scattare dei muscoli, che sottende, in vibra¬zioni chiaroscurali di grande intensità, che si esaltano in lievità cromatiche che scintilla¬no come punti luce nei cieli vibratili, In quelle spine dorsali sale e scende il &#8220;liquor vitae&#8221; che incentra e trasforma la vivacità dei colori degli sfondi e degli oggetti e scritte che, pittoricamente interessati, contestano il paesaggio, La finezza della composizione, la disposizione delle vernici, la pensata e giusta distribuzione delle tìnte dichiarano, con sicurezza, la nobile caratura della pittura di Cornelio Prezioso, Non ci sono claudicanti sbafature né ampollosità didattiche, né frastornanti squilli cromatici ma serena compo¬sizione armonica, più insistente sul ritmo, che da la misura della compostezza del senti¬mento e della profondità del pensiero, Di notevole potenza espressiva, non aggredisce alzando la voce ma parla con pacato contegno, usando più i complementari che i contrasti senza però cadere nel lezioso e nel sentimentale, E&#8217; chiaro che il travaglio della sua costante ricerca sfocia nell&#8217;affrontare temi sociali non prendendoli di petto ma indicando, come portato della sua esperienza, la via del pensiero e della speran¬za, Non la facilità della conquista dunque, ma la lotta continua per dissipare quelle minacciose perturbazioni che pervadono la vita quotidiana, Ma, tornando a Leopardi, per lui Prezioso xvla vita non è male&#8221; bensì un bene prezioso da conquistare a prezzo di ineludibili sacrifici con la coscienza però di attingere da tecnica e poesia squisitamen¬te singolari, La figura è di schiena e mai di fronte perché è nel futuro e non nel passato o nel presente, anche se lì affonda le radici, la speranza di un mondo migliore, Quel mondo che le pure forme del Prezioso adombrano nelle figure ben calibrate nel segno, vive nel colore e chiaramente pensanti e pronte ad essere macerate per costi¬tuire &#8220;l&#8217;humus&#8221; dell&#8217;avvenire o per scattare alla sua conquista,<br />
Pittura, quindi, che si fa arte allorquando segna percorsi e indica méte attraverso quel &#8220;quid&#8221; che della pittura fa vera arte.<br />
<em>Gianni Franceschetti<br />
da Catalogo Cornelio Prezioso<br />
Tipolitografia L’Economica 1995, Campobasso (CB)</em></p>
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		<title>Franco Valente</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:42:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;antica amicizia mi lega a Cornelio Prezioso e questo, forse, mi permette di poter scorgere a fondo la sottile superficie delle sue opere, alla ricerca della motivazione significativa delle sue complicate opere. La stazione ferroviaria di Venafro, dove egli ha passato l&#8217;infanzia e la prima gioventù, una volta appariva come elementare e metafisico fondale, quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Un&#8217;antica amicizia mi lega a Cornelio Prezioso e questo, forse, mi permette di poter scorgere a fondo la sottile superficie delle sue opere, alla ricerca della motivazione significativa delle sue complicate opere. La stazione ferroviaria di Venafro, dove egli ha passato l&#8217;infanzia e la prima gioventù, una volta appariva come elementare e metafisico fondale, quasi uscito da un quadro di De Chirico, a chi lasciava il paese in cerca di fortuna. Quella stazione è ormai solo un ricordo che vaga, quale sottile sensazione, in forme diverse ma con lo stesso significato, nelle sue rappresentazioni. Come pure l&#8217;immagine fissa delle volumetrie del centro antico di Venafro, inquadrate nelle arcate del loggiato di quella stazione che facevano da cornice alle svettanti verticalit? dei campanili settecenteschi, affiora e si sovrappone alle visioni radicate dei nuclei urbani del Basso Molise, dove affondano le radici familiari di Cornelio e dove, ancora, si parla da cinque secoli la lingua portata dagli esuli albanesi. Ogni volta che rivedo Cornelio, ritorno alle lunghe chiacchierate sulla storia di un&#8217;arte spesso poco considerata a scuola, mentre un sottofondo di cicale, indifferenti alla storia dell&#8217;uomo, rompevano ossessivamente i silenzi della pesante canicola estiva. Paesaggi e sensazioni che rivivono nei volti assenti e negli impossibili collages di elementi disgregati che attingono non solo ad una personale, sofferta esperienza, ma anche ad una cultura artistica cui non è indifferente, ad esempio, un modo di esprimersi surreale del primo Dalì. I personaggi femminili, per noi senza nome, ritratti di spalle, non possono non ricordarci la sequenza di immagini, spesso poco valutate sul piano psicoanalitico, di una Roma che misteriosamente richiama un simbolo materno costantemente presente nel proprio mondo interiore.<br />
Così, ancora, i riferimenti ai temi sacri della Passione, riportati in ambiti di forte pregnanza sociale, devono necessariamente ricondurci a quella tensione ideologica che caratterizzò gli ultimi anni sessanta, quando le istanze religiose divennero per molti anche motivo di sofferte scelte politiche.<br />
Immagini immobili, storie misteriose, intrecci psicologici e violente essenzialità , quasi primitive, costituiscono, alla fine, il carattere unificante del mondo pittorico di Cornelio Prezioso.</p>
<p>Venafro, 28/4/1995</p>
<p><em><strong>Franco Valente</strong></em></p>
<p>da <em>Catalogo Cornelio Prezioso </em><br />
Tipolitografia L&#8217;Economica 1995, Campobasso (CB)</p>
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		<title>Emilio Spensieri</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:41:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho, dunque, il piacere di palesare al pubblico vinchiaturese un grande artista: Cornelio Prezioso; ed è qui il mio imbarazzo, perché io non sono come quei critici d&#8217;arte dei quali non sempre riesco a comprendere il linguaggio. Essi, in un gioco acrobatico di aggettivi &#8211; spesso insinceri &#8211; di neologismi e tortuosi mosaici di parole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho, dunque, il piacere di palesare al pubblico vinchiaturese un grande artista: Cornelio Prezioso; ed è qui il mio imbarazzo, perché io non sono come quei critici d&#8217;arte dei quali non sempre riesco a comprendere il linguaggio. Essi, in un gioco acrobatico di aggettivi &#8211; spesso insinceri &#8211; di neologismi e tortuosi mosaici di parole, ritengono presentare l&#8217;artista che molte volte è lontanissimo dall&#8217;essere concreta espressione delle loro disquisizioni composite, intese solo ad annebbiare la manifestazione pittorica, confondendo il pensiero di chi le opere osserva. Qui, invece, tutto è da meditare e da riflettere.&#8221; I SENTIERI DELL&#8217;INCONOSCIBILE&#8221; si intitola la mostra e l&#8217;aggettivo sembrerebbe destinato a suscitare perplessit? : ma uno scrittore, notissimo nel mio tempo giovane, in un suo romanzo, affermava che: &#8221; LA MUSICA E&#8217; UN SOGNO CHE SI RACCONTA&#8221;. Prendendo a modello questa bella espressione, molto rispondente al vero, mi vien fatto di pensare che la pittura &#8211; cioè l&#8217;opera d&#8217;arte &#8211; comunque espressa, è un sogno a colori nel quale, con l&#8217;ausilio del disegno, che ne facilita la percezione e l&#8217;interpretazione, l&#8217;artista manifesta il suo pensiero, la sua sensibilità e spesso il suo tormento interiore. La mostra d&#8217;arte che si offre alla nostra attenzione ci rivela un personaggio complesso, non facile da comprendere nella sua interezza. E mi riferisco &#8211; è ovvio &#8211; a Cornelio Prezioso: un artista che, se mi è consentito e se non oso dire troppo, ci perviene da una vicenda umana nella quale si è fatto un vuoto incolmabile. C&#8217;è stata, nella sua infanzia, una assenza che non pu? in alcun modo essere rimpiazzata: la mamma, perduta dopo la sua nascita. A Cornelio,dunque, nel periodo più delicato della esistenza, è mancato quel rivolo d&#8217;amore che nutre e sostiene i primi anni della crescita. Ed è già tanto se ce lo ritroviamo artefice di una espressione pittorica che la Provvidenza gli ha inculcato con la stessa passione del latte materno. La professoressa Rita Frattolillo, una intelligenza pensosa e sensibile, nel catalogo della mostra tenutasi nel Palazzo della Provincia nel novembre 1990, scrive che nel codice espressivo del Prezioso: &#8221; La madre sognata tanto intensamente, trova forma nella immagine statica, sontuosamente abbigliata, sì, ma vista di spalle, forse perchè il pittore non saprebbe attribuirle i tratti del volto. Dileguatesi l&#8217;attimo rasserenante sognato dell&#8217;evocazione della figura materna, il pittore si ritrova solo nella contemplazione fissa di uno spazio atemporale&#8221;. Cioè, estraneo alla misura del tempo. Senza voler limitare l&#8217;opera di Cornelio a questo aspetto, che potrebbe essere nel contempo fondamentale ma anche riduttivo della sua ispirazione, io qui mi fermerei, per dare a ciascuno la possibilità di ritrovare nei dipinti di Cornelio Prezioso, quelle preziosità &#8211; mi sia consentito l&#8217;accostamento di parole &#8211; che ne rivelano un artista sofferente, ma vivo ed impegnato nel suo tempo che, come la musica sul pentagramma, racconta con il disegno e con il colore la sua esistenza dalle cui pieghe riposte irrompono pensieri tormentosi che si placano quando la tavolozza e pennelli li hanno fissati sulla tela. Un piccolo particolare: nelle pagine del catalogo che ho avuto occasione di consultare, e che si riferisce, appunto, alla citata mostra del novembre 1990, un dipinto dal titolo: &#8220;AMANTI&#8221; mi ha particolarmente colpito. Due figure umane si dimenano come in un vortice che non trova l&#8217;asse comune e perciò mi vien fatto di pensare che non sempre l&#8217;amore possa veramente congiungere, compiutamente e nella totalità due esseri umani. Da qui, perplessit? e tormento nel cuore di ciascuno. Pi? di tanto non ho saputo dire, ma testimonio che Cornelio Prezioso si ritrova in una lunga lista di esposizioni personali e di gruppo ad assistere alle quali, per fortuna, non c&#8217;ero io che di lui ho saputo dire così poco. C&#8217;è, comunque,una considerazione da fare. Ed ? che dal breve orizzonte molisano l&#8217;artista ha valicato i confini portando altrove, e donandolo, un racconto pittorico che ci riempie di compiacimento e di orgoglio.</p>
<p>Emilio Spensieri</p>
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		<title>Liberato Taberino (Città e dintorni)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 17:40:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuovo periodo per Cornelio Prezioso, abbandonate le STANZE, SCHIENE e FANTASMI DI VETRO, soggetto delle opere diventano scorci significativi di paesaggio urbano e panorami di periferie. Escluso il riferimento all&#8217;eredità del passato, se non per superarla, le opere immergono l&#8217;osservatore in paesaggi familiari che si intuiscono ma raramente si percepiscono compiutamente. Questo stratagemma porta l&#8217;osservatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;">Nuovo periodo per Cornelio Prezioso, abbandonate le STANZE, SCHIENE e FANTASMI DI VETRO, soggetto delle opere diventano scorci significativi di paesaggio urbano e panorami di periferie.<br />
Escluso il riferimento all&#8217;eredità del passato, se non per superarla, le opere immergono l&#8217;osservatore in paesaggi familiari che si intuiscono ma raramente si percepiscono compiutamente.<br />
Questo stratagemma porta l&#8217;osservatore a rilevare, elaborare e sintetizzare l&#8217;immagine, e dopo averla metabolizzata ne produce il riconoscimento.<br />
Il realismo che riproduce è sostituito dal realismo che crea, proponendo una realt? immaginaria l&#8217;autore prescinde dalla realtà che preesiste riferendosi alla realtà conoscitiva dell&#8217;osservatore.<br />
Vengono sollecitate sensazioni remote, lo stupore, il senso di appartenenza al contesto riprodotto, inducendo lo spettatore alla partecipazione emotiva. La struttura delle opere si ripete ritmicamente, netto è il taglio mediano dell&#8217;orizzonte che, dividendo in due le opere, separa la parte bassa antropizzata caotica ed intensa dalla parte alta occupata da cieli tersi e riconcilianti.<br />
,11 principale obiettivo della ricerca è la funzione plastico-costruttiva del colore, inteso come elemento strutturale della visione, i colori scelti con apparente casualità riflettono la libertà dell&#8217;autore di scegliere il mezzo compositivo, cos? come uno scultore sceglie il legno anzichè il marmo.<br />
Il processo di aggregazione delle immagini avviene con pennellate veloci, nette, staccate, disposte in ordine e ritmo, che danno il senso della materia concreta, del colore e della costruzione materiale dell&#8217;immagine.<br />
Evolve, quindi, il percorso artistico di Cornelio Prezioso, ora l&#8217;attenzione è rivolta agli agglomerati urbani, densi o radi, che condizionano e scandiscono il vivere quotidiano. Le tracce, intese come memoria, rappresentano delle impronte digitali che Campobasso lascia sui quadri, impronte che interfacciano con il vissuto dell&#8217;artista e dell&#8217;osservatore. Città e dintorni non é per Cornelio una raccolta di opere, una mostra, un pretesto per dipingere, rappresenta forse un omaggio alla città in cui vive o più semplicemente la città in cui vorrebbe vivere.</p>
<p>Liberato Teberino<br />
Campobasso, ottobre 2001</p>
<p><em>Da:Catalogo Cornelio Prezioso<br />
da Catalogo: Città e dintorni Tipolitografia San Giorgio Editrice Campobasso 2001</em><br />
</span></span></p>
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