Ugo Attardi
Le stanze, il rito dell’attesa. La stasi che finge un riposo privo d’ansie e paure; spazi, ambiti e territori ambiguamente angusti e insieme vasti su cui si tendono fragilità di umane presenze femminili i cui teneri corpi si volgono verso angolosi tagli su orizzonti d’ombre e emergenti luminosità: stranie alterità, inquietanti immanenze, E su tutto [...]



